L'11 SETTEMBRE: UNA DATA CHE HA CAMBIATO IL MONDO E LA MEMORIA COLLETTIVA

L'11 SETTEMBRE: UNA DATA CHE HA CAMBIATO IL MONDO E LA MEMORIA COLLETTIVA

Pubblicato da Claudia Bellini nella categoria Neuropsicologia il 11/09/2019

Perchè Ricordiamo Con Esattezza Tutti I Dettagli Di Quella Giornata

L'11 SETTEMBRE: UNA DATA CHE HA CAMBIATO IL MONDO E LA MEMORIA COLLETTIVA

L'11 settembre è una data ben ancorata nella memoria di tutti noi e associata a vissuti negativi di vario tipo, tra cui sgomento, tristezza e timore per le conseguenze di questo catastrofico atto terroristico. 

 

Oggi, 11 settembre, su internet e sui social network, ho letto numerosi articoli e post dedicati a questo evento. Molte persone hanno descritto la loro personale esperienza in reazione all'attentato, riportando una ricchezza di dettagli sorprendente. La maggior parte delle persone ricorda le circostanze in cui ha appreso la notizia con una precisione incredibile.

 

Perchè tutti noi ricordiamo in maniera così dettagliata quel giorno, in specifico i particolari del momento esatto in cui si è venuti a conoscenza dell’attentato? Sono certa che pensandoci, anche tu che stai leggendo questo articolo ricorderai esattamente dov'eri, con chi, che cosa stavi facendo nel momento in cui hai saputo dell’attacco alle Torri Gemelle. Addirittura, qualcuno potrebbe ricordare le parole esatte pronunciate dalle persone presenti oppure com’erano vestite. L'impressione è quella di aver scattato una fotografia dell'evento, che ci consente di recuperare tutti i dettagli visivi, oltre che emotivi, della situazione.

 

Generalmente, i nostri ricordi non sono così vividi e ricchi di dettagli, altrimenti la memoria finirebbe per essere sovraccaricata di informazioni e particolari non importanti.

 

Perché allora accade di ricordare così bene situazioni ad alto impatto emotivo, come quello dell’attentato dell’11 settembre? Una spiegazione ce la forniscono le Neuroscienze, che hanno approfondito il legame tra memoria ed emozioni. 

 

Gli studi neuropsicologi hanno studiato le basi anatomiche dei processi mnestici ed emotivi e hanno osservato la relazione tra memoria ed emozioni. La relazione tra aspetti emotivi e cognitivi è osservabile in molte situazioni quotidiane. Infatti il nostro sistema cognitivo funziona in stretta collaborazione con quello emotivo. Per esempio, Goleman ha osservato che una buona predisposizione cognitiva a livello di Quoziente Intellettivo non per forza determina una buona prestazione a livello scolastico.

 

Ovvero, ha notato che un ragazzo con un alto Quoziente Intellettivo non necessariamente otteneva ottimi risultati a scuola (anche calcolando una dose sufficiente di impegno nello studio). Da queste considerazioni, Goleman elabora il costrutto di intelligenza emotiva, sostenendo che esiste un tipo di intelligenza che consiste nella capacità di gestire efficacemente le emozioni e riconoscerle su di sé e sugli altri.

 

Studi successivi che si sono occupati di studiare il rapporto tra memoria ed emozioni hanno osservato che le prestazioni di memoria sono fortemente influenzabili dallo stato emotivo in cui si trova il soggetto: per esempio si può pensare a come l’ansia da prestazione ad un esame possa inibire il ricordo e portare lo studente a fare “scena muta”, nonostante la sua ottima preparazione.  

 

Il legame tra memoria ed emozione è spiegato anche a livello anatomico. Nel cervello, le principali aree della memoria sono:

  • l’ippocampo: una struttura sottocorticale del lobo temporale mediale che interviene nella formazione di nuovi ricordi (è la prima area ad essere danneggiata nella Demenza di Alzheimer). Esso raggruppa le informazioni provenienti da diverse aree cerebrali e le sintetizza formando un ricordo coerente.
  • L’ipotalamo: insieme ad altre strutture cerebrali, tra cui talamo e amigdala, ha un ruolo chiave nelle reazioni emotive, nei processi di memoria a breve termine e nel comportamento.
  • Il talamo: è la “stazione sensoriale”, luogo in cui giungono tutte le informazioni derivanti dai 5 sensi e vengono poi inviate alla corteccia.
  • I lobi frontali: sono l’area cerebrale in cui hanno sede le cosiddette funzioni esecutive, sono il nostro centro di controllo del comportamento. I lobi frontali svolgono una funzione importante per quanto riguarda l’apprendimento e l’utilizzo di strategie di memoria, la capacità di metacognizione (consapevolezza e controllo delle proprie capacità di memoria) e di automonitoraggio (raccogliere feedback rispetto al nostro comportamento e “aggiustarlo” di conseguenza per avvicinarsi all’obiettivo).

 

Le aree del cervello coinvolte nelle emozioni sono quelle che fanno parte del cosiddetto “sistema limbico”. Alcune di queste strutture sono l’amigdala e l’ippocampo.

 

L’amigdala è importante per l’ attribuzione del significato affettivo-emotivo delle informazioni. Ha un ruolo cruciale nel generare le emozioni primarie legate alla sopravvivenza (come la paura). L’amigdala insieme all’ippocampo forma i ricordi emotivi.

 

Alcuni degli studi più famosi nell’ambito del legame tra la memoria e le emozioni sono quelli condotti da Brown e Kulik, che hanno spiegato questa stretta relazione introducendo il costrutto delle “Flubulb Memories”. Gli studiosi definiscono le Flushbulb Memories (ricordi fotografici) come ricordi vividi, dettagliati e persistenti delle circostanze di apprendimento di un evento significativo e a forte carica emotiva. 

 

Questi ricordi si caratterizzano per il fatto che gli individui conservano dettagliatamente e per lungo tempo non solo il ricordo in sé dell’evento, ma anche la circostanza in cui hanno appreso la notizia: il luogo in cui si trovano, il momento della giornata, l’attività in corso di svolgimento, la fonte della notizia, la reazione emotiva vissuta al momento, gli altri presenti e le loro reazioni emotivi, le immediate conseguenze dell’evento. Brown e Kulik hanno sottolineato come questi tipi di ricordi non si presentino in forma narrativa, ma in forma di immagini.

 

Sono infatti ricordi lampo di eventi ad alto impatto emotivo paragonabili a fotografie istantanee. Le Flashbulb Memories sono un esempio molto chiaro della forte interconnessione tra le emozioni e la memoria: la forza dei ricordi dipende dal grado di attivazione emozionale, per cui eventi o esperienze vissute con una partecipazione emotiva medio-alto vengono catalogati nella nostra mente come importanti, grazie al coinvolgimento di strutture cerebrali che fanno parte del sistema limbico: come amigdala e ippocampo.

 

Il coinvolgimento di queste strutture determina una maggiore probabilità che il ricordo venga successivamente richiamato alla memoria. Ecco dunque, perché l’attacco terroristico dell’11 settembre è uno tra gli eventi ricordati in modo molto dettagliato dalle persone. Tutti noi abbiamo creato una Flushbulb Memory dell’evento.

 

I primi studi sulle Flashbulb Memories si sono focalizzati sul ricordo di eventi traumatici con forti conseguenze sulla collettività. Brown e Kulik condussero uno studio in cui chiesero a un campione di 80 individui di ricordare le circostanze in cui avevano appreso di alcuni eventi importanti (tra cui per esempio l’Assassinio del Presidente Kennedy) e di quando avevano appreso un evento personale particolarmente significativo.

 

Da qui individuano le condizioni necessarie affinché si formi una Flashbulb Memory:

  • alto livello di sorpresa: l’evento deve essere fortemente e inaspettato.
  • Importanti conseguenze sulla vita dell’individuo o sul gruppo di appartenenza: l’evento può potenzialmente portare a conseguenze sulla vita della persona o sulla comunità in cui vive.
  • Alto livello di attivazione emotiva: affinché si formino ricordi di questo tipo, è necessario che il soggetto sperimenti un determinato livello di attivazione emotiva.

 

A contribuire inoltre al consolidamento delle Flushbulb Memories, di cui un esempio emblematico è proprio l’11 settembre, è la tendenza in seguito all’accaduto di ripercorrere mentalmente l’evento e di discuterne con altre persone. Tutto ciò interverrebbe a consolidare maggiormente il ricordo. Ecco perchè tutti noi ricordiamo tutti i dettagli di quella terribile giornata che ha sconvolto la popolazione mondiale.

 

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