MI DIMENTICO LE COSE: È ALZHEIMER?

MI DIMENTICO LE COSE: È ALZHEIMER?

Pubblicato da Claudia Bellini nella categoria Alzheimer e altre demenze il 29/10/2018ultimo aggiornamento il 29/10/2018

MI DIMENTICO LE COSE: È ALZHEIMER?

A tutti noi è capitato di dimenticare un appuntamento, il nome di una persona conosciuta tempo fa, oppure il posto in cui sono state messe le chiavi di casa. 

 

Ogni volta che succede ci si arrabbia con se stessi e ci si chiede come sia potuto accadere. 

 

Mentre nei giovani un episodio di questo tipo passa inosservato, venendo giudicato come una svista, nell’anziano le dimenticanze hanno un peso emotivo ben maggiore. 

Innanzitutto, al giorno d’oggi siamo bombardati dai dati sanitari che indicano un aumento di casi di Alzheimer e delle altre demenze, in secondo luogo l’anziano è più sensibile ai cosiddetti “errori cognitivi” a causa dello stereotipo del “vecchio smemorato”. 

 

Nessuno si stupisce se ogni tanto la nonna dice delle cose strambe o se lo zio di 80 anni confonde i nomi dei nipoti. 

 

Le persone appartenenti alla terza età sono stigmatizzate come persone poco attive e poco efficienti dal punto di vista cognitivo, per questo motivo tendono ad avere una scarsa fiducia nelle proprie capacità. 

 

Gli anziani quindi si impegnano a nascondere le loro difficoltà per non confermare lo stereotipo. 

 

Una domanda che sorge spontanea nell’anziano e nei suoi familiari quando ci si accorge che la memoria non funziona più come prima è: sarà l’Alzheimer? 

 

L’Alzheimer è la forma demenza più diffusa: circa il 40% dei casi di demenza è di tipo Alzheimer. 

 

I primi sintomi della malattia sono proprio a carico del sistema di memoria, in particolare la difficoltà è quella di memorizzare nuove informazioni, a fronte di una buona conservazione dei ricordi meno recenti. 

 

Oltre ai sintomi a livello della memoria, possono comparire anche disorientamento spazio-temporale e difficoltà nel linguaggio.

 

Anche nell’invecchiamento normale è comune riscontrare una minore efficienza di alcuni processi cognitivi, come la memoria di lavoro, l’attenzione alternata e la velocità esecutiva. 

 

Riscontrare quindi alcune difficoltà in più rispetto a quando si era giovani quindi è normale e rientra nel processo di invecchiamento sano. 

 

 

Quando preoccuparsi, allora?

Bisogna premettere che è consigliato rivolgersi agli specialisti (neurologi, geriatri e psicologi esperti in invecchiamento) in tutti quei casi in cui si nota un calo di efficienza della memoria e/o delle altre funzioni cognitive, che si manifesta in modo improvviso o comunque nel giro di poco tempo (es. ultimi 2-3 mesi). 

 

L’insorgenza rapida è un segnale da non sottovalutare, può indicare infatti che ci può essere stato, o che è ancora in corso, un cambiamento.  

 

Sono molti i fattori che possono contribuire a un calo del funzionamento cognitivo e solamente uno di questi è la demenza. 

 

Inutile quindi allarmarsi prima del tempo. Altri fattori che possono portare a una diminuzione delle abilità cognitive come la memoria, l’attenzione e il linguaggio sono:

 

- fattori psicologici: ansia, depressione;

- inattività, scarsità di stimoli;

- dolore fisico;

- carenze nutrizionali;

- altre malattie neurologiche e non: ictus, trauma cranico, diabete, ipotensione, malattie cardiovascolari ecc…

 

Vediamo ora con degli esempi pratici la differenza tra i normali cambiamenti legati all’età e i possibili sintomi di demenza.

 

 

MEMORIA

 

Normalità:  

 

Qualche volta ti è capitato di dimenticare un appuntamento o il nome di una persona, ma dopo un po’ di tempo ti è tornato in mente. In questo caso si tratta di piccoli lapsus di memoria che capitano a tutti e rientrano nella normalità.

 

Possibile sintomo:

 

- ti capita abbastanza spesso di dimenticare gli appuntamenti o i nomi delle persone, cosa che tempo fa non ti capitava;

 

- di frequente dimentichi dove hai messo gli oggetti personali, come le chiavi di casa o il portafogli. Anche concentrandoti, non riesci proprio a ricordare dove li hai messi;

 

- tendi a dimenticare con facilità le informazioni che hai appena appreso;

 

- ti capita di trovare gli oggetti in posti non usuali e non ricordi come ci possano essere finiti lì (es. le chiavi in frigorifero);

 

- le persone che ti stanno vicino, come gli amici e i familiari, dicono che devono ripeterti spesso le stesse cose e che fai più volte la stessa domanda.

 

  

LINGUAGGIO

 

Normalità: 

 

Ti è capitato, alcune volte, di voler dire una parola ma di non riuscire a recuperarla, come se ce l’avessi “sulla punta della lingua”. Questo è un fenomeno che hanno sperimentato tutti più volte nella vita.

 

Possibile sintomo:

 

- mentre parli capita frequentemente che ti blocchi e non sei più in grado di riprendere il discorso;

 

- fai fatica a seguire una conversazione lunga, tendi a perdere il filo del discorso o a dimenticare cosa è stato detto prima;

 

- quando parli, spesso non riesci a trovare la parola corretta.

 

 

 

DISORIENTAMENTO

Normalità:

 

- hai difficoltà a orientarti in posti che non conosci o che frequenti poco;

 

- ti è capitato di non sapere di preciso che giorno sia, ma poi riflettendoci sei riuscito a recuperare la data;

 

- ogni tanto ti capita di “perdere” per casa il telecomando o gli occhiali, ma poi riflettendo sull’ultima volta che li hai utilizzati, riesci a ritrovarli.

 

Possibile sintomo:

 

- spesso succede che ti senti confuso rispetto alla data (giorno, mese, anno);

 

- hai difficoltà a collocare nel tempo un evento che ti è accaduto, per esempio non ricordi se hai ricevuto la visita dei nipoti questo pomeriggio o due giorni fa;

 

- ti è capitato di sentirti disorientato sulla strada verso casa e di non sapere più dove andare;

 

- spesso capita che dimentichi come sei arrivato in un posto o ti è capitato di non riconoscere il luogo in cui ti trovi.

 

 

 

TONO DELL’UMORE E PERSONALITÁ

Normalità:

 

- sei routinario, ti piace seguire un programma abituale e ti infastidisce se viene stravolto a causa di impegni e imprevisti;

 

- in certi giorni ti senti stanco e sovraccarico di impegni di lavoro o familiari ma cerchi comunque di non trascurarli e di portarli a termine;

 

- ti è capitato di fare delle scelte sbagliate, ma con conseguenze poco o per nulla dannose.

 

Possibile sintomo:

 

- spesso ti senti ansioso, giù di morale e/o irritabile;

 

- i familiari e gli amici dicono che il tuo carattere è cambiato;

 

- hai perso l’entusiasmo anche per le cose che prima ti davano piacere (es. hobby);

 

- hai diminuito notevolmente l’attività e trascorri molto tempo davanti alla tv o dormento;

 

- hai preso decisioni che hanno avuto delle conseguenze più o meno gravi per te e la tua famiglia (es. spese eccessive);

 

- i tuoi familiari ti fanno notare che ultimamente hai un comportamento poco adeguato in determinate situazioni (es. abbigliamento inadeguato, linguaggio scurrile oppure “senza filtri”).

 

 

 

Concludendo, se vi siete trovati nelle situazioni sopra elencate e considerate come possibili sintomi, oppure ogni qualvolta sussista il dubbio che ci sia qualcosa che non va, rivolgersi allo specialista rimane la scelta più corretta da fare. 

 

Il medico e lo psicologo potranno infatti valutare la situazione e chiarire se i cambiamenti osservati sono riferibili a un normale invecchiamento oppure se sono campanelli di allarme. 

 

 

In ogni caso, con l’aumentare dell’età, un controllo periodico è sempre consigliato: un controllo sul funzionamento cognitivo permette di monitorare il processo di invecchiamento e di individuare precocemente i segnali di una patologia, permettendo quindi un intervento tempestivo.

 

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