Si Può Davvero Vivere Liberi Dall'Ansia?

Si Può Davvero Vivere Liberi Dall'Ansia?

Pubblicato da Claudia Bellini nella categoria Neuropsicologia il 26/07/2019ultimo aggiornamento il 26/07/2019

Scopri Come Giulia è Riuscita In Pochi Mesi A Riprendere In Mano La Sua Vita

Si Può Davvero Vivere Liberi Dall'Ansia?

Ti capita mai di sentirti in agitazione, con il cuore che sembra esploderti nel petto e la sensazione di soffocare? Ti è mai successo di essere in preda al panico più totale, con l’assoluta certezza di stare per morire, di avere un infarto oppure temere di impazzire? Sei una persona che si preoccupa spesso, che passa ore e ore a ripensare a quanto gli è accaduto e a rimuginare su ogni cosa? 

 

Se ti trovi in una o più di queste situazioni è probabile che tu stia sperimentando nel corpo e nella mente i sintomi dell’ansia.

 

Il mio nome è Claudia Bellini e nel mio lavoro quotidiano di psicologa aiuto le persone che soffrono di ansia. Grazie alla mia esperienza sul territorio della Lombardia sia in strutture, sia in studio, ho visto la vita di molti pazienti cambiare.

 

Un esempio di cui voglio parlarti è quello di Giulia (nome di fantasia). La prima volta che ho incontrato Giulia, ricordo come il suo stato d’animo di forte tensione e di profonda sofferenza mi abbia investito come una folata di vento. Si è avvicinata alla scrivania con gesti rapidi e nervosi, mi ha stretto la mano e ha preso posto. Aveva le mani sudate e notavo un leggero tremore sulle labbra quando parlava. 

 

Mentre iniziava a raccontarmi dei suoi sintomi, riuscivo a scorgere da una lieve inflessione del tono della voce che, nonostante all’esterno Giulia potesse apparire composta e controllata, all’interno stava lottando con tutta se stessa per trattenere le lacrime.  

 

Ha iniziato dunque a raccontarmi di come la sua vita fosse diventata davvero complessa e di come la situazione si protraesse ormai da un paio di anni. Avvertiva spesso una sensazione di forte oppressione al petto, come se qualcuno avesse deciso di caricarci un peso sopra e di non togliercelo più. Si sentiva la gola chiusa, talvolta temeva di soffocare e dunque era costretta a compiere dei respiri molto profondi per sentire che finalmente l’ossigeno le era entrato in corpo. Addirittura le è capitato che si sentisse formicolare un braccio, una mano oppure parte del viso. Da tempo ormai conviveva con un fastidioso mal di stomaco e la sera non riusciva a prendere sonno, con la conseguenza di sentirsi sempre molto stanca.

 

Sul lavoro ha iniziato a rendere meno, e i suoi capi se ne erano resi conto. Giulia lavora come impiegata in un’agenzia di assicurazioni e ultimamente fatica a star dietro al carico di lavoro che le viene assegnato. Dimentica di chiamare i clienti, non ricorda più dove ha messo il preventivo che ha stampato 20 minuti fa e ora deve rifarlo, fatica a rimanere concentrata, come per esempio quando deve leggere una lunga email.

 

Per Giulia, anche delle semplici azioni quotidiane erano diventate motivo di profonda apprensione. Come quella volta che era al cinema con il suo compagno, in fila per attendere il suo turno di ordinare le bibite al bar. Stava chiacchierando per decidere che cosa ordinare e all’improvviso è scattato qualcosa nel suo corpo: ha iniziato a sudare, il cuore batteva all’impazzata, le mani tremavano e la testa era “leggera”. Un profondo senso di paura l’aveva assalita dalla testa ai piedi e sapeva con certezza che se non fosse uscita subito dalla fila e non si fosse allontanata al più presto, sarebbe impazzita, avrebbe iniziato a urlare, sarebbe svenuta o peggio, sarebbe morta. Con passo svelto e spintonando le altre persone in fila, che non si sono risparmiate di lanciare occhiatacce e fare commenti, Giulia si è diretta verso l’uscita del cinema. Dopo pochi minuti, quella orribile sensazione era sparita, lasciandola totalmente sfinita.

 

Mentre mi narrava questi episodi, vedevo che Giulia stava rivivendo parte di quelle sensazioni provate al cinema, anche solo ripensarci la metteva in agitazione. La paura che le succedesse di nuovo l’aveva portata a delegare al suo compagno molte delle faccende e a evitare determinate situazioni, come per esempio fare la spesa o uscire a cena con gli amici.

 

A seguito di questi episodi e dei sintomi, Giulia era quasi sempre in tensione durante la giornata. I pensieri le frullavano in testa di continuo e non riusciva a smettere di pensare a quello che le era accaduto e a cosa avessero pensato di lei il suo compagno e le altre persone. Trascorreva ore e ore del suo tempo a pensare a cosa sarebbe successo in futuro, a come avrebbe fatto ad affrontare determinate situazioni, al punto che questi pensieri le impedivano di concentrarsi. A volte, quando il suo compagno le parlava, Giulia non ascoltava perché era totalmente presa dai suoi pensieri, e questo era motivo di discussioni e litigi.

 

Seduta di fronte a me, parlando dei suoi problemi, Giulia appariva disorientata e quasi stupita di ciò che le stava accadendo, non riusciva a darsi una spiegazione. Nella sua vita era sempre andato tutto bene, amava il suo compagno, aveva una cerchia di amici e un lavoro soddisfacente.

 

 

Impaurita dai suoi sintomi, Giulia si è sottoposta a numerose visite mediche specialistiche per controllare il cuore, lo stomaco e l’apparato respiratorio. Era contenta di sapere che i risultati degli esami fossero tutti negativi e che dunque fisicamente stava bene, ma la sua preoccupazione saliva perché non era chiaro di che cosa soffrisse. Non aveva trovato la soluzione al suo problema.

 

Un medico le aveva consigliato di rivolgersi a uno psicologo, dal momento che non era stata trovata alcuna causa fisica al suo malessere. Per questo motivo Giulia si trovava nel mio studio e mi stava riportando tutto ciò che le era accaduto.

 

Dopo averla ascoltata attentamente e averle rivolto qualche domanda, ho iniziato a parlare a Giulia dell’ansia. Sentendo elencare i suoi sintomi, racchiudendoli sotto la definizione di “ansia”, a Giulia si sono illuminati gli occhi. Mentre andavo avanti con la spiegazione, lei si riconosceva in tutto e per tutto negli esempi e nei sintomi di cui le parlavo. Finalmente Giulia aveva un nome per quell’insieme di terribili sensazioni, aveva l’ansia!

 

Le ho quindi spiegato che l’ansia è uno stato d’animo che porta a cambiamenti nella persona a livello sia fisico che corporeo. Per esempio, può manifestarsi con sintomi fisici: come la sua sensazione di pressione al petto, il battito del cuore accelerato, la sudorazione e la sensazione di soffocamento.  

L’ansia ha anche una dimensione cognitiva: come i pensieri continui di Giulia riguardo a preoccupazioni sulle situazioni vissute o future, oppure le difficoltà di memoria e di concentrazione. Aveva spesso pensieri catastrofici (di fronte a una preoccupazione, si prefigurava sempre il peggio), distorsioni cognitive (es. sovrastimava la probabilità di verificarsi di un evento negativo), preoccupazioni per se stessa, e per le persone importanti nella sua vita. Infine, Giulia, uscendo dal cinema, delegando la spesa al compagno e rifiutandosi di uscire a cena con gli amici, stava sperimentando anche la terza dimensione dell’ansia,  quella comportamentale. Giulia infatti aveva iniziato a  modificare il suo comportamento in conseguenza ai sintomi ansiosi ed evitava determinate situazioni che la mettevano a disagio, rinunciando a molte opportunità.

 

Dopo i primi colloqui con Giulia, in cui abbiamo chiarito la natura del suo problema, abbiamo iniziato un percorso finalizzato al controllo dell’ansia. Nel corso delle sedute ho potuto vedere una graduale trasformazione, fino al punto da stentare a credere che quella fosse la stessa persona che è entrata nel mio studio la prima volta: da una persona rassegnata, schiava dell’ansia e dalle preoccupazioni, a una persona completamente a suo agio e con la sicurezza di avere il controllo sul proprio corpo e sulla propria mente. Una vita completamente cambiata!

 

Dopo questa e altre esperienze, ho capito che potevo aiutare anche altre persone come Giulia a uscire dalla schiavitù dell’ansia e a riprendere in mano la propria vita

 

Come lo faccio? Attraverso un percorso di consulenze a distanza (puoi verificare se ho ancora disponibilità per delle consulenze gratuite questa settimana cliccando qui), fruibili comodamente ovunque tu sia e con orari totalmente flessibili. Un percorso pensato apposta per chi sperimenta ogni giorno nella sua vita le conseguenze negative dell’ansia.

 

Anche tu, come Giulia, ti riconosci in uno o più dei sintomi sopra elencati? Se sì, allora continua a leggere per sapere quali sono le possibili soluzioni al tuo problema.

 

Cosa fare in caso di ansia? 

 

Se ti sei riconosciuto in alcune delle situazioni descritte sopra, avrai notato che se l’ansia raggiunge un livello troppo alto, può avere un impatto negativo sulla tua vita. È per questo che diventa necessario imparare a controllarla

Voglio darti dei piccoli suggerimenti che, se applicati, possono farti sentire meglio fin da subito.

 

 

 

1. Lavora sui tuoi pensieri

È diffusa una convinzione errata sul fatto che l’ansia sia qualcosa di incontrollabile e che non dipenda da noi. Certo, nessuno si causerebbe consapevolmente un disturbo d’ansia! Tuttavia i sintomi nascono dal nostro modo di interpretare le situazioni. Il principio generale è questo: di fronte a un evento noi diamo dei giudizi (consideriamo per esempio una situazione come negative), a seguito dei quali scaturiscono dei pensieri (es. che non riusciremo a raggiungere un obiettivo) e che portano a sperimentare una o più emozioni (es. tristezza, agitazione ecc…). Dunque un allenamento che puoi fare è quello di trovare almeno tre lati positivi di un evento negativo. Ti accorgerai che, così facendo, la tua attenzione si sposterà su ciò che c’è di positivo e da questo ne ricaverai un maggiore benessere.

 

Avremo modo di approfondire questa e altre strategie specifiche durante il nostro percorso di consulenze.

 

2. Esercizio di concentrazione e rilassamento

Quando senti che l’ansia sale e la tua mente inizia a pensare alle preoccupazioni, puoi fare questo esercizio per spostare l’attenzione sul presente e sentirti più rilassato. Funziona così: chiudi gli occhi e concentrati sul tuo naso (proprio così! Sul tuo naso). Presta attenzione alle sensazioni che provi, come l’aria che entra ed esce dalle tue narici. Ora senti l’aria che entra, ora senti l’aria che esce. Concentrati sulle sensazioni che provi, come le narici che si allargano al passaggio dell’aria. Dedica a questo esercizio qualche minuto al giorno, ti aiuterà a staccarti dalle preoccupazioni e a “tornare” nel momento presente.

 

Avremo modo di affrontare molte altre modalità per gestire l’ansia a livello fisico e cognitivo sempre durante le consulenze.

 

3. Fai attività fisica

Fare sport e movimento è una buona abitudine che può apportare numerosi benefici a livello fisico e mentale. Oltre a rinforzare il cuore, i muscoli e le ossa, l’attività fisica fa bene anche per la mente: attraverso il movimento il cervello libera le endorfine, sostanze chimiche responsabili di quella sensazione di benessere e di soddisfazione che ti pervade dopo una bella corsa o una partita a calcetto con gli amici.

 

Quindi, ricapitolando, per imparare a controllare l’ansia puoi iniziare a:

  • lavorare sulla consapevolezza dei tuoi pensieri, decidendo di spostare l’attenzione sugli aspetti positivi;
  • dedicare del tempo al rilassamento per allontanare le preoccupazioni e riconnetterti al momento presente;
  • praticare regolarmente attività fisica per avere benefici sia a livello fisico, sia a livello mentale.

 

P.S. Ogni settimana metto a disposizione 5 consulenze telefoniche, della durata di mezz’ora totalmente gratuite. Avendo un’agenda molto piena, se sei interessato a prenotare la consulenza gratuita puoi verificare se c’è ancora disponibilità cliccando qui e compilando il questionario che ti apparirà a questa pagina. Sarai ricontattato entro 24 ore per svolgere questa consulenza gratuita.

 

P.P.S. Attraverso la consulenza gratuita potrò acquisire informazioni sul tuo problema e capire se posso esserti di aiuto. Adotto nel mio lavoro una certa scrupolosità e accetto di prendere in carico solo un numero limitato di casi, qualora reputi ci siano le possibilità di ottenere dei risultati concreti.

 

P.P.P.S. Ci sono persone che cercano di superare l’ansia da soli, per esempio attraverso la lettura di libri o sperando che i problemi si risolvano da soli con il tempo. Altre persone escono da lunghi percorsi di psicoterapia senza risultati concreti sul problema presente. Oggi hai davanti a te due strade: la prima è continuare a fare quello che hai sempre fatto, sperare che tutto passi rinunciando a giorni, mesi e anni della tua vita, oppure puoi richiedere la consulenza gratuita (clicca qui per verificare se c’è ancora posto), iniziando così un percorso e trovare la soluzione al tuo problema. 

 

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